Agfa Optima II
La Agfa Optima II è una fotocamera a pellicola prodotta dall’azienda tedesca Agfa nei primi anni ’60.
La serie Optima fu introdotta da Agfa nel 1959 con la Optima I, ed ebbe grande importanza storica: fu infatti la prima fotocamera al mondo con esposizione completamente automatica a programma, grazie al sistema selenio + esposimetro accoppiato.
L’Optima II fu presentata poco dopo, intorno al 1960-1961, come versione migliorata e leggermente più sofisticata.
L’Optima II consolidò il successo della serie, che si proponeva come fotocamera “semplice per tutti”, con automatismi pensati per chi non voleva regolare tempi e diaframmi.
Fu molto popolare negli anni ’60, soprattutto in Europa, ed è oggi un modello da collezione apprezzato per il suo ruolo pionieristico nell’automatizzazione della fotografia.
Rivoluzionaria per l’epoca
La serie Optima fu la prima fotocamera al mondo con esposizione automatica a programma (1959).
La Optima II ne ereditò la filosofia, offrendo a chiunque la possibilità di scattare senza preoccuparsi di tempi e diaframmi.
La “fotocamera della casalinga”
In Germania venne soprannominata scherzosamente “Hausfrauenkamera” (“la fotocamera della casalinga”), perché progettata per chi non voleva studiare tecnica fotografica ma desiderava foto sempre ben esposte.
Sistema dei simboli
Per rendere la messa a fuoco più intuitiva, l’Optima II usava i simboli delle distanze (testa, mezzo busto, gruppo di persone, montagna). Così anche chi non conosceva la scala metrica poteva fotografare.
Niente batterie
L’esposizione automatica funzionava grazie a una cellula al selenio: non servivano pile! Questo la rendeva molto pratica, ma col tempo la sensibilità del selenio tende a calare (oggi molti esemplari non espongono più correttamente).
Design innovativo
Agfa affidò il design della serie a Styling Bureau Agfa, che realizzò un corpo moderno e compatto, pensato anche per distinguersi dai modelli più “tecnici” di Zeiss Ikon e Voigtländer.
Una lunga famiglia
Dopo l’Optima II, Agfa sviluppò diverse evoluzioni: Optima III, Optima 500, fino alle Optima degli anni ’70 (reflex compatte e point-and-shoot). La serie è una delle più longeve nella storia Agfa.
“Click and go” anni ’60
Lo slogan pubblicitario la presentava come la fotocamera che bastava puntare e scattare. Un’idea molto vicina alle compatte automatiche che sarebbero arrivate vent’anni dopo.
Una “rivale” del futuro
In un certo senso, la Optima II anticipava le compatte automatiche giapponesi (come le Canon o le Olympus Trip 35). La differenza è che fu prodotta a Düsseldorf, in pieno boom economico tedesco.
Manuale ridotto all’osso
Il libretto di istruzioni era estremamente semplice: poche pagine, quasi tutte illustrate. L’idea era che chiunque potesse usare la macchina senza “paura” della tecnica.
Macchina “indistruttibile”
Nonostante fosse una compatta consumer, la costruzione era robusta: corpo metallico, meccanismi essenziali, niente elettronica delicata. Oggi molti esemplari sono ancora funzionanti (tranne l’esposimetro al selenio, che spesso è esaurito).
Fascino da collezione
Non ha un grande valore economico, ma ha un valore storico enorme: rappresenta la democratizzazione della fotografia.
Scheda tecnica
-
Formato pellicola: 35mm, fotogramma 24x36 mm.
-
Otturatore: Compur, tempi automatizzati da 1/30 a 1/250 sec (in base alla luce).
-
Obiettivo: Solitamente un Agfa Color-Agnar 45mm f/2.8 (è un obiettivo tripletto (a 3 lenti), semplice ma capace di buone prestazioni per l’uso amatoriale con diaframma regolabile da f/2.8 a f/22) o, in alcune versioni, il più sofisticato Color-Solinar 45mm f/2.8 – In alcune versioni di fascia superiore è stato utilizzato anche un Solinar 50mm f/2.8 (molto raro)
-
Esposizione: completamente automatica (“program” exposure), basata sulla cellula al selenio posizionata sul frontale.
-
Messa a fuoco: manuale a zona (zone focus) tramite simboli (viso, gruppo, mezzo busto, paesaggi) o scala in metri/piedi.
-
Avanzamento pellicola: a leva, con conta fotogrammi automatico.
-
Design: corpo compatto e moderno per l’epoca, con un’estetica “tedesca” sobria, in metallo e similpelle.
- Collezione
- Fotocamere analogiche
- Marca
-
Agfa
- Modello
- Agfa Optima II
- Anno di fabbricazione
- 1960
- Made in
- Germania
- Categoria
- Compatta
- Formato pellicola
- 135
- Autofocus
- No
- Otturatore
- Otturatore centrale
- Trascinamento
- Manuale
- Esposimetro
- Selenio
- Peso
- 450 gr
- Dimensioni
- 125 x 82 x 50 mm
- Donatore
- Carlo Bruschini



